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I ragazzi del camp Coni

Ferrara fine maggio. Il terremoto ci ha colpito ancora. Duramente. inaspettatamente, però, arrivano nuove esperienze come il camp organizzato dal Coni per i bambini delle scuole (già chiuse) dell’Alto ferrarese.

di Francesco Lazzarini

Antefatto Cento/Ferrara 29 maggio

Ieri mattina, come tutte le mattine dal 21 maggio a questa parte la strada che unisce Ferrara a Sant’Agostino era più deserta del solito. Il paesaggio è lo stesso di sempre con qualche grossa storpiatura … magazzini e capannoni distrutti e semidistrutti, ma anche alcuni cartelli promettenti come “Il vetraio c’è” o un cartello che recitava “emergenza terremoto -20% su tutte le piadine”. Un paesaggio spettrale, addolcito però dagli in fiore. Entro in ufficio come al solito alle h. 8,20. Accendo il computer e inizio a controllare la posta e a organizzare la mia giornata lavorativa. Neanche un’ora dopo, già intento a svolgere le prime attività delle giornata la terra torna a tremare. Conto, 1,2,3,4,5. Non smette. Non ci penso due volte e spalanco la porta antipanico, catapultandomi giù dalle scale. Non vedo bene, mi sembra tutto grigio.. mi accordo però di alcune crepe ai muri, poi vedo aprire altre porte di persone che come me hanno pensato di uscire dalla banca.

Le donne sono terrorizzate, noi ci sentiamo spaesati. Arriviamo alla porta che tutto è già finito. Meglio verrebbe da dire … il paesaggio che si presenta è però surreale: urla di persone e calcinacci in strada. Sotto ai portici è meglio non restare, non si sa mai… così ci mettiamo al centro della strada e confluiamo in piazza del Guercino. Regna un panico composto e tanta paura. Qualcuno sostiene che la scossa di assestamento era prevista e che l’aveva sentita nell’aria. Parole.

Tutti sono al telefono per cercare di capire cosa è successo e di rassicurare i propri familiari. Mi accorgo di non aver preso con me cellulare e borsello. Non appena la situazione si calma, rientro in banca con le cassiere e salgo in ufficio. Prendo i miei effetti personali e fuggo fuori. Ho trovato crepe sulle pareti, ma non mi è sembrato di scorgere nessun danno particolarmente rilevante a livello strutturale. Il centro di Cento è sottosopra, calcinacci ovunque e terrore regnano sovrani. In molti già iniziano a pensare a come organizzarsi per la notte.

Personalmente una volta compreso che per oggi non si poteva lavorare me ne torno a malincuore verso Ferrara … Cento è stata pesantemente colpita, la popolazione è spaventata e impotente di fronte a un evento naturale molto più grande di noi. Nel pomeriggio vengo a sapere che gli uffici erano ancora inagibili e che mercoledì sarei dovuto restarmene a casa.

Meglio organizzarsi la giornata: stare a casa senza far nulla non mi aiuterebbe … così nel primo pomeriggio inizio a fare alcuni giri. Vado subito all’oasi di Vigarano Pieve, dove proprio da oggi è iniziato un camp organizzato dal Coni per sostenere principalmente le famiglie dei paesi di Vagarano Mainarda e Mirabello (e di tutto l’Alto Ferrarese). L’iniziativa è nata perché per motivi di sicurezza l’anno scolastico è terminato 20 giorni prima del previsto in quanto molte scuole risultano non agibili. Ecco quindi dove andrò: al camp del Coni dove farò provare a titolo gratuito il nordic walking a quasi 200 bambini. Mi accordo con gli organizzatori per iniziare proprio domani.

Ferrara 30 maggio 2012-05.

Il terremoto - bisogna ammetterlo - ci ha colpito ancora. Duramente. Pensavamo – solo lunedì sera – che il peggio stava per passare e che si poteva ripartire  la ricostruzione dopo la prima scossa del 20 maggio. Illusi. E ingenui. Abbiamo però voglia di tornare alla rassicurante quotidianità. Anche le attività della nostra associazione in qualche modo hanno risentito della straordinarietà degli eventi: lezioni e passeggiate sospese per il gruppo di Bondeno, mentre inaspettatamente arrivano nuove esperienze come il camp organizzato dal Coni per i bambini delle scuole (già chiuse) dell’Alto ferrarese. Importante e straordinariamente tempestiva l'iniziativa del Comitato ferrarese, che in soli 4 giorni ha di fatto organizzato un punto aggregativo e di ritrovo per quasi 200 bambini, seguiti costantemente da educatori e istruttori sportivi. Quando il Coni locale si muove ha sempre organizzato iniziativ e manifestazioni importanti. Per questo (scusate la nota polemica ma è doverosa) a vedere quanto ha saputo fare all'oasi di Vigarano Pieve ci si chiede chi sia quella mente "genialmente" contorta che da Roma ha proposto solo qualche mese fa l'eliminazione dei Comitati Provinciali, mah!

Arrivo alle ore 9,00 all’Oasi di Vigarano. Porto con me la sacca personale di bastoncini e inizio a pianificare una lezione in funzione del bel percorso circostante l’ex cava. Fa caldo, ma fortunatamente c’è anche tanta ombra … Il tempo di organizzare i gruppi e arriva il gruppo dei più grandi, tra i 12 e i 14 anni. Presento il nordic walking e il passo alternato; subito dopo partiamo per il nostro giro intorno al lago. Bastano poche indicazioni che già vedo ragazzi e ragazze camminare spediti e con una buona coordinazione. A metà strada ci fermiamo e proviamo un “trenino”… all’inizio sembra deragliare, poi quando tutti hanno preso le misure opportune eccolo partire … Proseguiamo … il gruppo unito sembra unito e interessato a provare le varie versioni del nordic walking, per cui girato l’angolo troviamo un bellissimo spiazzo tutto in ombra, invito a nozze per fermarsi e provare qualche esercizio … Arriva anche la domanda che mi aspettavo “dobbiamo solo camminare?” non si fa attendere la risposta “no, con i bastoncini puoi fare anche altro …” ecco allora una parentesi dedicata alla corsa, ai salti e allo skating, particolarmente apprezzato soprattutto dai ragazzi. La mattina prosegue con altri gruppi, poi però a mezzogiorno inizia a fare troppo caldo e sospendo fino alle 15,30, dove arriva un nuovo gruppo (tra 9 e i 13 anni). Girare per l’oasi è bello ma il sole è ancora molto alto per cui sfruttiamo le zone ombrose per giocare un po’… ritornati alla “base” 4 ragazzi esprimono la volontà di proseguire e così via per un secondo giro! Raccontano di loro, di un’amicizia del terremoto e della scuola chiusa, del fatto che erano in palestra durante la scossa di ieri. E domani, visto che sarò ancora a casa da lavoro si replica: non è facile soddisfare la contagiosa curiosità di bambini e ragazzi..